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domenica 14 luglio 2013

ZUCCHINE TONDE RIPIENE

Se in questo periodo di crisi economica volete risparmiare  e contemporaneamente gustare qualcosa di veramente buono, preparate le zucchine tonde ripiene con patate e carote!
Un piatto allegro da vedere, buono , salutare e a basso costo considerando che ieri le zucchine tonde, al mercato, le ho pagate 0,50 € al chilo.
  Ingredienti:
10 zucchine tonde
1,200 Kg di patate pelate
3 carote
prezzemolo trito
origano
1 spicchio di aglio tritato
sale
olio evo
pane grattugiato

Dopo aver lavato le zucchine, tagliarle  a metà    e svuotarle con l'attrezzino che si usa per fare le palline con il melone e con il cocomero.
Sbollentarle  per 5'  in acqua salata bollente scolarle.
Mentre le zucchine cuociono preparare il ripieno.
Pelare le patate e le carote. Tagliarle a tocchetti e cuocerle 10' con la pentola a pressione ma mettendole dentro al cestello del vapore così non vanno a contatto diretto con l'acqua.
Schiacciare le patate e le carote e condirle con 1 uovo intero, il prezzemolo tritato, l'origano, l'aglio e il sale.
Riempire le calottine di zucchina con il composto, adagiarle  in una teglia unta con olio extravergine di oliva, spolverare con pane grattugiato, salare e versare l'olio a filo.
Cuocere al forno preriscaldato a 200° per 30'.

Queste belle zucchine vanno mangiate tiepide ma anche fredde non sono per niente male.
Possono essere servite come secondo piatto di verdura o come antipasto...dipende dalla quantità. Come antipasto è sufficiente 1 calottina a testa.

giovedì 25 aprile 2013

ANELLI DI CIPOLLA LEGGERI o OWEN-BAKED ONION RINGS

Ragazzi, appena si comincia la dieta viene sempre voglia di mangiare qualcosa di sfizioso e allora, visto che i fritti sono vietati, ho messo in moto il cervello e guardate cosa ho preparato oggi:
anelli di cipolla piccanti alla texana ma cotti al forno! BUONISSIMI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Se decidete di farli, vi consiglio di abbondare con le dosi perchè vanno giù che è un piacere e poi, poichè non sono fritti, non avrete neanche il senso di colpa per aver trasgredito!

Ingredienti:

3 cipolle bionde 
4 cucchiai di farina 00
2 cucchiai di farina di mais
100 ml latte
1 cucchiaio paprica dolce
peperoncino piccante in polvere q.b.
pepe macinato al momento
sale
olio extravergine di oliva

Accendere il forno a un temperatura di 230° e intanto che si scalda, pelare le cipolle, tagliarle orizzontalmente a fette spesse un po' meno di 1 cm. e poi separare tutti gli anelli che si sono formati.
In una ciotola versare i due tipi di farina, aggiungere il sale, il pepe, il peperoncino piccante in polvere, la paprica dolce e mescolare bene.
In un'altra ciotola versare il latte.

Infarinare tutti gli anelli di cipolla, eliminare l'eccesso di farina e trasferirli su un piatto. 
Immergere nel latte, per un istante, un anello di cipolla per volta, rotolarlo nella farina speziata e adagiarlo su una placca  foderata con carta forno formando un solo strato.
Cospargere di olio e cuocere al forno già riscaldato a 230° per 10 minuti.




lunedì 22 aprile 2013

PASTA E BROCCOLI ROMANESCHI A MODO MIO

La stagione della coltivazione dei broccoli romaneschi è quasi passata e quei pochi che si trovano al mercato hanno le cimette un po' allungate, segno evidente che converrebbe optare per altri tipi di ortaggi ma oggi non ho saputo resistere e ne ho comperato ancora uno.

Questa che vi consiglio è una minestra veramente buona e anche abbastanza dietetica. Ecco come l'ho cucinato:

Ingredienti per 4 persone:

  • 140 g semola rimacinata di grano duro
  • 70 g farina di castagne
  • 1 uovo
  • acqua q.b.
  • 1 broccolo romanesco piccolo
  • 1 cipollina fresca o 1/4 di cipolla bianca tritata
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe misto (verde, bianco, nero e rosa)


Per la pasta, setacciare le due farine, versarle in una ciotola larga o direttamente sul tavolo da lavoro, mescolarle bene e al centro mettere l'uovo, un pizzico di sale e acqua sufficiente ad ottenere un impasto abbastanza duro.
Impastare per almeno 10 minuti, formare una palla, coprire con una ciotola e far riposare almeno 10'.
Sul tavolo infarinato, con il mattarello o con l'apposito utensile, tirare delle sfoglie spesse 2 mm. e larghe 10cm. Infarinare abbondantemente le sfoglie con la farina rimacinata di grano duro, sovrapporle e ritagliare le lasagnette larghe un po' più di 1 cm.
Intanto che la pasta asciuga un pochino,  pulire il broccolo, lavarlo e tagliare le cimette.
In un tegame con il bordo alto, versare 3 cucchiai di olio, la cipollina tritata e far scaldare.
Unire le cimette di broccolo, un pizzico di sale, far insaporire il tutto per qualche minuto e poi versare un bicchiere di acqua tiepida.
Cuocere fino a che il broccolo è tenero. Se si usa la pentola a pressione, come ho fatto io, bastano 5 minuti di cottura.
A questo punto versare nella pentola altra acqua calda, portare a bollore, unire le lasagnette e cuocere per 3 minuti. La quantità di acqua è in funzione di quanto liquido assorbono le lasagnette cuocendo. Se occorre, quindi, se ne può aggiungere un po' durante la cottura ma considerare che alla fine la minestra deve essere abbastanza densa.
Spolverare con il pepe macinato al momento, impiattare e aggiungere sopra un filo di olio crudo.

domenica 21 aprile 2013

SALE AL LIMONE

 E' tempo di limoni, gialli, bellissimi e profumatissimi.
Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo 4 chili di limoni non trattati e quando ho preparato la marmellata sono avanzate parecchie bucce. In parte le ho surgelate, mi serviranno per i biscotti e le creme.
Le rimanenti le ho tritate a coltello, le ho mescolate ad abbondante sale marino integrale , le ho messe su un largo vassoio di acciaio e le ho lasciate ad asciugare un po' al sole.  Alla fine ho  trasferito il sale al limone in un vaso di vetro.
Questa preparazione si può usare per condire il pesce, la carne e il salmoriglio.


martedì 2 aprile 2013

TORTINO RUSTICO DI CIPOLLINE FRESCHE

A Pasquetta il tempo è stato piovoso e non è stato possibile fare la consueta scampagnata " fuori porta".
Anche oggi piove e siccome ho acceso il forno per cuocere i biscotti ne ho approfittato per preparare un rustico che ricordi Pasqua, Pasquetta e la primavera.....quindi con le cipolline fresche!
Quando compero al mercato i mazzi di cipolle fresche sto sempre attenta che la commessa non elimini la parte verde dei gambi perchè a me piacciono tanto, forse ho origini cinesi!!!!!
Ieri mio figlio ha cucinato la torta pasquale al formaggio, tipica delle Marche, e ne è avanzata una buona metà....ecco come l'ho utilizzata in questa ricetta.


Ingredienti:
Pasta:

  • 400 g farina biologica buratto o tipo 0
  • 60 g olio extravergine di olive
  • pizzico di sale
  • 200 - 220 g acqua 


Ripieno:

  • 2 o 3 mazzi di cipolle fresche con tutte le foglie verdi
  • qualche fetta di pizza al formaggio o formaggio Bra o fontina
  • pane grattugiato (eventuale)
  • pizzico di origano
  • olio evo q.b.

semi di sesamo 


In una ciotola mettere la farina, fare un incavo al centro, versare l'olio, il sale e l'acqua tenendone un po' da parte.
Iniziare a impastare ed eventualmente aggiungere la rimanente acqua. L'impasto deve essere morbido e un po' appiccicoso.
Trasferire la pasta sul tavolo da lavoro e impastare bene per 15' almeno o fino a quando è bella liscia e non si attacca più al tavolo e alle mani.
Fare una palla, ungerla e farla riposare ben coperta per qualche ora. Se è possibile farla il giorno prima, è meglio.
Intanto pulire e lavare le cipolle. Lavare molto bene la parte verde perchè è facile che dentro gli steli si sia la terra. Tagliare gli steli a anellini sottili e le cipolle a fettine. Far stufare in una padella a fuoco lento, con olio poco olio e sale.
Far asciugare bene e poi freddare.
Aggiungere l'origano, alcune fette di pizza pasquale al formaggio tritate grossolanamente con il coltello o, in mancanza, del formaggio tagliato tagliato a dadini e del pangrattato.

Ungere una teglia a bordi bassi con olio.
Fare una sfoglia molto sottile, adagiarla nella teglia facendo sporgere i bordi, pennellare con abbondante olio.
Fare una seconda sfoglia sottile, adagiarla nella teglia e poi versare il ripieno.
Fare la terza sfoglia sottile, trasferirla sulla teglia, ungerla. Fare l'ultima sfoglia e poi con il mattarello di legno premere sui bordi della teglia per sigillare le sfoglie e contemporaneamente tagliarle.
Pennellare con olio e spolverare con  semi di sesamo.
Cuocere a 200° per 30' o fino a che è ben dorata.

lunedì 25 marzo 2013

CHALLAH

Il Sabato (Shabbat) è la ricorrenza più importante dell'Ebraismo. A questa festività è associato un  pane (challah o halla)  dal sapore leggermente dolce e  dall'impasto molto soffice.
Il venerdì, subito dopo il tramonto del sole, gli ebrei recitano una preghiera di ringraziamento a Dio per aver creato il mondo e per essersi riposato nel settimo giorno. Durante questo rito (kiddush) si benedicono il vino e il pane. Tradizionalmente sulla tavola dello shabbat sono presenti due pani intrecciati che simboleggiano il legame coniugale e che ricordano la doppia porzione di manna che Dio elarg' agli israeliti nel deserto alla vigilia del sabato e delle feste. Durante la benedizione, la challah viene coperta con un panno ricamato e, alla fine, il capofamiglia spezza un pane in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e l'offre ai commensali.
Le uova , l'eventuale zafferano e il miele conferiscono al''impasto un colore e un odore che ricordano il colore giallo e il sapore dolce della manna.
La challah nrmalmente viene cosparsa di semi di papavero o di sesamo in ricordo del fatto che la manna cadeva dal cielo sotto forma appunto di piccoli granelli. Per determinate festivita', come il Capodanno, viene preparata in forme diverse, ad esempio a cerchio o a spirale, per simbolizzare la continuita' e l'infinito. In questo caso vengono anche aggiunte uvette.
La challah non contiene nè burro nè latte ed è comunque adatta anche per la colazione o la merenda. Nel mio caso, non avendo a casa i semi di papavero, l'ho cosparsa di zucchero in granella. La ricetta l'ho tratta dal blog di Sandra Kavital (Le Pétrin) ma, non sapendo che tipo di  farina è la T65 per i francesi, ho usato una farina biologica tipo1( buratto).
Al posto dell'olio neutro vegetale, così come genericamente indicato, ho usato un olio extravergine di olivo dal gusto leggero.

  • 30 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 uova intere
  • 2 tuorli 
  • 30 g di olio
  • 210 ml di acqua
  •   zucchero in granella
  • 1 albume per pennellare la superficie
  • 520 g farina buratto tipo 1
  • 5 g lievito secco istantaneo
In una ciotola mescolare la farina con il sale e il lievito e trasferire il tutto sul tavolo da lavoro.
In un'altra ciotola frullare le uova intere, i tuorli e l'acqua e versare il tutto al centro della fontana di farina.
Impastare la pasta per almeno 15' fino a che è risulta liscia ed elastica. Io ho seguito il metodo di Bertinet.
Formare una palla, ungerla bene con l'olio e metterla in una ciotola. Coperire con la pellicola da cucina.
Far lievitare per 60'.
Passata l'ora, sgonfiare l'impasto, riformare la palla e metterla di nuovo a lievitare fino a che il volume è quasi raddoppiato.
Versare l'impasto sul tavolo, tagliare in 6 parti di pari peso, formare i cilindri (il tavolo non deve essere infarinato) e poi intrecciare strettamente. La tecnica la vedete qui.
Trasferire la challah su una teglia foderata con cartaforno , far lievitare fin quasi a raddoppio del volume, spennellarla con l'albume battuto e cospargerla di semi di sesamo o di papavero.Io non ho usato i semi di papavero o di sesamo ma l'ho cosparsa di zucchero in granella.
Cuocere a 180° per 30'.

domenica 10 febbraio 2013

PENSANDO A PIENZA.....

E' trascorso qualche anno da quando siamo andati a Montalcino dove lavorava mio figlio. In quell''occasione siamo arrivati fino a Pienza ed abbiamo assaggiato per la prima volta, i famosi "pici", spaghetti tipici del luogo.
Ho già dato la ricetta per prepararli in un post precedente ma, ancora una volta, vi consiglio di cimentarvi nell'impresa perchè ne vale veramente la pena.
Ieri a Roma c'era lo stesso vento e lo stesso freddo di quel giorno e parlando con un signore, originario di Pienza, che incontro quando porto a spasso il mio cane, mi è tornato in mente quel viaggio. Appena tornata a casa  mi sono chiusa in cucina e, armata di pazienza, ho impastato e  ho formato tanti bei fili dorati.


Qui li vedete mentre sono ad asciugare, a cavallo di un bastone di legno.
In questo periodo sono a dieta e non posso mangiare pomodoro cotto nè posso unire, nello stesso pranzo, alimenti proteici con alimenti a base di cereali e quindi, come condimento, ho preparato   una salsa composta da pomodori secchi, noci, capperi, timo, olio, olive nere, aglio e prezzemolo. BUONISSIMI!!!!!

mercoledì 5 dicembre 2012

LE SEADAS DELLA MADDALENA

Tanti anni fa, d'estate, andavo spesso in Sardegna scegliendo dei periodi tranquilli come giugno o inizio luglio.
Praticamente in cinque anni ho avuto la possibilità di visitare tanti paesi che normalmente non rientrano nei programmi di viaggio. Orgosolo, Oliena, Ollolai e tutta la Barbagia ma se penso al mare, un ricordo prevale sugli altri....Budelli e la Maddalena.
Allora a Budelli si poteva ancora arrivare via mare e la spiaggia rosa, in parte ricoperta da piante di rosmarino, accoglieva gli amanti del mare stordendoli con tutta la sua bellezza.
Alla Maddalena invece mi fermavo a mangiare a Marginetto, in un ristorante con vista mare, dove il pranzo si concludeva sempre con le seadas.
Oggi, ripensando a quelle estati, ho voluto provare a ritrovare quei sapori ed allora ho preparato le seadas.
Il formaggio l'ho comperato in un caseificio dell'agro romano vicino al santuario del Divino Amore i cui proprietari allevano le pecore.
Non avendo una ricetta precisa, ho cercato nei vari siti su internet e alla fine, provando e riprovando, ho trovato le giuste proporzioni.

Ingredienti per la pasta:

  • 100 g semola fine
  • 100 g farina 00
  • 15 g di strutto
  • pizzico di sale
  • acqua tiepida q.b.


Ripieno:

  • 300 g formaggio pecorino fresco tipo Primo Sale
  • scorza di arancia grattugiata


Miele di castagno o di arancio o di corbezzolo.

Sulla tavola, versare le farine, mescolarle e fare la fontana. Al centro mettere lo strutto e poi aggiungere un po' di acqua tiepida.
Iniziare a mescolare e poi aggiungere altra acqua, poca per volta, fino ad avere un impasto sodo la elastico.
Lavorare la pasta per almeno 10 ' fino a che è liscia.
Farla riposare, coperta, per almeno 30'.

Per il ripieno, la prima cosa da fare è grattugiare finemente il formaggio.
Versare un cucchiaio di acqua in un pentolino poi aggiungere il formaggio e la scorza d'arancia grattugiata. Il fuoco deve essere basso e bisogna girare continuamente con un cucchiaio, fino a che il formaggio fonde e tutto il liquido in esso contenuto si separi falla parte solida.
Quando il formaggio è fuso, toglierlo dal liquido che si è formato e trasferirlo su un tagliere. Appiattirlo bene con le mani  per formare una sfoglia alta mezzo centimetro e asciugarlo bene con la carta da cucina..
Far freddare.
Dalla sfoglia di formaggio ritagliare dei cerchi di diametro di 6 -7 cm.

Stendere la pasta ad uno spessore di 2 mm formando delle strisce.
Su una striscia di pasta, adagiare i dischi di formaggio distanziandoli e ricoprire il tutto con un'altro rettangolo di sfoglia. Premere con le mani per eliminare l'aria e per sigillare la pasta intorno al formaggio così come fà per i ravioli.  Con una rotella dentata ritagliare le seadas dandogli una forma rotonda.
Versare in un pentolino il miele e fondere a fuoco basso.
In una padella versare abbondante olio di olivo i di arachide e friggere le seadas a fuoco medio.
Quando sono un po' dorate, toglierle dall'olio e adagiarle su un foglio di carta per fritti.
In ogni piatto mettere 1 o 2 seadas  e versarci sopra il miele.
Mentre vi mangerete le seasas vi sembrerà di stare in Sardegna......e per completare l'opera, potrete bere anche un bicchierino di su Mirtu.



sabato 10 novembre 2012

IL PANE DI ALBERTO

Questo è il pane che ha preparato mio figlio usando la farina biologica BURATTO del Mulino Marino.
Il buratto , termine arcaico usato per indicare il setaccio è quindi, una farina "abburattata", cioè setacciata ed è la farina ( tipo 2)  più bianca che si riesce a ottenere  macinando il grano con le pietre naturali.
Dopo la cottura, il pane preparato con questa farina emana un profumo intenso e gradevolissimo di grano  e ha un  sapore meraviglioso!
Per chi volesse provare a panificare in casa, ecco la ricetta:

600 g di buratto ( farina 2)
475 acqua
5 g di lievito di birra disidratato
15 g di sale
15 g olio extravergine
semola per spolverare la tavola e la taglia

Versare nell'impastatrice la farina e il lievito. A bassa velocità mescolare un po' gli ingredienti e poi, sempre con l'impastatrice in funzione, aggiungere l'acqua a filo.
Dopo aver impastato un po', aggiungere l'olio e il sale.
Continuare fino a quando l'impasto è liscio e tende a montare sul gancio della planetaria, cioè è incordato.
Ogni 20', far fare qualche giro all'impastatrice per togliere l'aria alla pasta fino a che questa risulti  ben lievitata.
Chiudere con il coperchio e riporre in frigorifero per 24 ore.
Trascorso questo tempo, togliere il recipiente dal frigo e attendere fino a che l'impasto sia ritornato a temperatura ambiente.
Infarinare la tavola di legno, rovesciare delicatamente l'impasto e dagli la forma di pagnotta facendo prima una serie di 2 o 3 pieghe così come spiegato qui dal bravissimo Adriano e poi, con le mani infarinate, facendolo roteare delicatamente.
Preriscaldare il forno a 220°.
Traferire la pagnotta su una teglia ben spolverata di semola, coprirla con un telo di cotone e attendere fino a che ritorni  a temperatura ambiente e sia ben lievitata.
Infornare e cuocere per 30-40 minuti.
Dopo aver sfornato la pagnotta,  farla freddare mantenendola in posizione verticale.
Ovviamente, se non si possiede un'impastatrice, tutto il procedimento può essere eseguito a mano.



martedì 22 maggio 2012

COME FARE LA PASTA BRIK



 Qualche tempo fa avevo postato la ricetta degli strudel preparati con la pasta brik.....oggi, con un  po' di ritardo, vi spiego il metodo per fare questo tipo di pasta, molto usato in tutta l'Africa settentrionale.
In questa ricetta, non è prevista la semola rimacinata di grano duro ma solo farina, sale, olio...e un po' di pazienza!
1 - Preparare una pastella molto liquida con farina 00, un pizzico di sale, un cucchiaino di olio extravergine di oliva e tanta acqua q.b.
2 - Mettere a bollire l'acqua in una pentola larga e, come fosse un coperchio, poggiare la padella antiaderente che verrà usata per fare i vari fogli di pasta brik.
3 -Quando l'acqua ha raggiunto il bollore e la padella è sufficientemente calda, con un largo pennello da pasticcere, intinto nella pastella, pennellare la superficie della padella con movimenti circolari. Se occorre, ripassare con il pennello più volte fino ad ottenere lo spessore desiderato.

4 -Quando il bordo della pasta, cuocendo si stacca dalle pareti della padella afferrare il disco di pasta con le punte delle dita e tirarlo via, Poggiarlo su un telo da cucina.

5 - Ungere il disco di pasta con olio di girasole

Proseguire preparando tanti dischi di pasta, ungendoli e sovrapponendoli man mano.


domenica 5 febbraio 2012

AMARETTI


Il periodo delle feste natalizie è trascorso ma è avanzata tanta frutta secca tra cui le mandorle e la farina di mandorle.
Ieri, dopo aver preparato la crema pasticcera, avevo cinque albumi da utilizzare e così, decisa a far fuori anche i residui del Natale, ho fatto gli amaretti.
La lavorazione è facile, veloce e di solito, non deludente. Provate e mi darete ragione.

Ingredienti:
350 g mandorle con la pelle
150 g farina di mandorle o mandorle pelate
7 mandorle amare
400 g zucchero
5 albumi
2 o 3 zeste di limone biologico

Accendere il forno a 160°.
Mettere nel mixer le mandorle dolci, quelle amare, le zeste di limone e qualche cucchioio di zucchero.
Tritare finemente e trasefire il tutto in una ciotola capiente. Aggiungere la farina di mandorle e il restante zucchero.
In un'altra ciotola, montare gli albumi a neve ferma e poi incorporarli al composto di mandorle e zucchero a cucchiaiate, mescolando con delicatezza.
Fare delle palline di 4 cm di diametro e disporle, un po' distanziate tra loro, sulla teglia ricoperta con carta forno.
Cuocere gli amartetti per almeno 25' o fino a che sono dorati.
Trasferirli su una gratella da dolci per farli freddare.

Le mandorle amare indicate in questa ricetta sono effettivamente poche. Si possono aumentare fino a raggiungere al massino il 10% del peso delle altre mandorle. E' sconsigliato superare questo limite perchè le mandorle amare, contenendo una sostanza chiamata amigdalina, sono molto tossiche.

mercoledì 26 ottobre 2011

SOFFICINI DI ALBERTO


Capita anche a voi di avere ogni tanto una voglia sfrenata di alimenti fritti? A me e a mio figlio, SI!
Un giorno dovevamo decidere cosa mangiare a pranzo ed allora, essendo nella fase acuta di "frittite" perchè non preparare i sofficini di fanciulesca memoria?
Purtroppo nel ripieno è prevista la besciamella e nella pasta, il burro... tutti alimenti contenenti lattosio e quindi abbbiamo dovuto scartare l'ipotesi di acquistarli surgelati.
A questo punto Alberto si è chiuso in cucina, ha spignattato per un'ora, e poi si è presentato a tavola con un piattino pieno di sofficini ai funghi ed emmenthal preparati usando solo olio di oliva (evo) e latte privo di lattosio.
Devo dire che erano talmente buoni che ne ho mangiati quattro. Eh si, perchè quando si pecca, si deve peccare BENE!

mercoledì 5 ottobre 2011

TORTA DI PANE DI BIANCA

Bianca, mia suocera, era una donna forte ma gentile, sensibile e molto discreta.
Da ragazza era vissuta a Vaciago, in una villa con vista sul magnifico lago d'Orta.
Quando l'ho conosciuta si era già da tempo trasferita a Borgomanero ma, se aveva tempo e voglia di preparare un dolce, la vedevi tagliare il pane raffermo, tritare la cioccolata e poi, alla fine, dopo tanto lavoro, sfornare una torta di pane profumatissima, tipica della sua zona di origine.
Questa mattina, visto che avevo tanto pane raffermo, ripensando a lei, ho preparato anch'io una torta di pane ma ho aggiunto anche qualche altro ingrediente rispetto a quelli previsti dalla sua ricetta.
Purtroppo sono intollerante al lattosio e quindi, non potendo mangiare il burro, questo dolce, gradevole ma semplice, è l'ideale per me.
Nella ricetta è previsto il latte ma si può sostituire con latte di soia o, come in questo caso, con latte privo di lattosio.

Ingredienti:
500 g pane raffermo
900 gr latte
1 pizzzico di sale
1 uovo
semi di 1/2 stecca di vaniglia
140 g zucchero
100 g uvetta
70 g pinoli
100 g gocce di cioccolato fondente
arancia e cedro candito q.b. (facoltativo)


Tagliare a dadini il pane e metterlo in una ciotola capiente insieme al latte a temperatura ambiente.
Lasciare così per 3 o 4 ore in frigorifero, rigirando ogni tanto.
Nel frattempo mettere a bagno l'uvetta in acqua tiepida e tagliare a cubettini la frutta candita.
Con un minipimer frullare leggermente il pane ammollato nel latte ed aggiungere lo zucchero, il sale e l'uovo.
Mescolare bene.
Unire tutti gli altri ingredienti e versare in una tortiera a bordo sganciabile foderata con carta forno o ben oliata e cosparsa di pane grattugiato.
Lo spessore dell'impasto non deve superare i 4 o 5 cm.
Mettere in forno preriscaldato a 200° e cuocere per almeno 50'.

sabato 2 aprile 2011

COLOMBA PASQUALE ...1^ esperimento


Pasqua si avvicina e quest'anno la colomba pasquale la cucino io.
Mi sembra che in genere le colombe preparate industrialmente siano eccessivamente dolci ed allora rinuncio ad acquistarle e per il pranzo di Pasqua preferisco sostituirle con la pastiera napoletana che di solito mi regala mia sorella.
Questa volta invece ho voluto sperimentare la ricetta di Vittorio che , sul suo sito( vivalafocaccia.com), ha spiegato molto dettagliatamente tutto il processo di preparazione inserendo anche un video e dimostrando così che l'impresa non è impossibile ... occorre avere solo un po' di tempo e un po' di pazienza.
Per la colomba classica occorrerebbe il lievito naturale ma, come primo esperimento, ho preferito usare un metodo con il lievito di birra che rende il processo di lievitazione più veloce.
L'impasto non è eccessivamente dolce e, anche se la copertura contiene parecchio zucchero, il risultato è gradevolissimo e ben bilanciato.
Diversamente da quanto indicato nella ricetta di Vittorio, ho aggiunto la scorza grattugiata di un'arancia e ho utilizzato solo 3 mandorle amare compensando il peso indicato con l'aumento delle mandorle dolci.
INGREDIENTI:
PRIMO IMPASTO:
  • 40 g Farina Manitoba (w350)
  • 40 g latte
  • 20 g lievito di birra (oppure 7 grammi di lievito secco)

Secondo Impasto:

  • Il Primo Impasto
  • 100 g Farina Manitoba (w350)
  • 130 g Acqua Tiepida (30c)

Terzo Impasto:

  • Il Secondo Impasto
  • 100 g Farina Manitoba (w350)
  • 20 g burro
  • 20 g zucchero

Quarto Impasto:

  • 210 g Farina Manitoba (w350)
  • 120 g uova (circa 2)
  • 80 g burro
  • 150g Scorza di Arancio (oppure 75g di scorza di arancio e 75g di scorza di cedro)
  • 120 g zucchero
  • 5 g sale
  • 5 gocce di Aroma di vaniglia
  • 5 Gocce di Aroma di Arancio


Glassa

  • 15g Mandorle dolci
  • 8 g mandorle amare
  • 75 g Zucchero Semolato
  • 30 g Albume

Farcitura Colomba Pasquale

  • 15-20 mandorle
  • Zucchero a granella
  • Zucchero velo
  • Una ciliegia candita

Procedimento

Primo impasto:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido (30-35°)
Aggiungete 40 g di farina
Impastate per pochi minuti, anche solo con una spatola
Coprite e lasciate lievitare per 20 minuti in un luogo tiepido
Secondo impasto:
Sciogliete il primo impasto in 130g di acqua tiepida (30c)
Aggiungete 100 g di farina
Impastate anche a mano per pochi minuti
Coprite e fate lievitare per 40 minuti
Terzo impasto:
Usando l’impastatrice, aggiungete 20 g di zucchero al secondo impasto
Aggiungete a poco a poco 100 g di farina
Quando la farina e lo zucchero sono assorbiti, aggiungete poco alla volta 20 g di burro a pezzettini a temperatura ambiente
Impastate fino a quando l’impasto incorda bene e la pasta si stacca dalla ciotola
Coprite e fate lievitare per 60 minuti
Quarto impasto:
Aggiungete 120g di zucchero al terzo impasto
Impastate
Aggiungete 210g di farina
Aggiungere le uova una alla volta
Aggiungete il sale
Aggiungete gli aromi
Impastate fino a che le uova non sono state assorbite. Non andate nel panico se l’impasto sembra un disastro durante questa fase. Pian pianino si incorderà’ e assorbirà’ il liquido delle uova.
A questo punto aggiungete poco alla volta 80g di burro a pezzettini a temperatura ambiente
Impastate fino a che la pasta si stacca dalla ciotola e risulta molto raffinata ed elastica (vedi video). L’impasto fino a questo punto dovrebbe richiedere circa 40 minuti)
Aggiungete i canditi (150g di scorza di arancio) e impastate per 2-3 minuti a bassa velocità’ per evitare che i canditi di disfino nell’impasto
Coprite e lasciate lievitare fino a che l’impasto non raddoppia di volume (dai 75 ai 120 minuti) a seconda della temperatura

Formatura Colomba Pasquale

Rovesciate la pasta sul tavolo di lavoro e schiacciatela per sgonfiarla

Dividete la pasta in tre pezzi. Il primo un po’ più’ grosso della meta’ (il corpo)

poi dividete la parte restante in due parti uguali (le ali)
Piegate il corpo della colomba su se stessa due volte, poi arrotolatela.
Fate lo stesso per le ali
Disponete il tutto in uno stampo da colomba da 1 Kg. 
Mettete a lievitare in un luogo al riparo dagli spifferi.
Lasciate lievitare per circa 60 minuti (dovrebbe quasi raddoppiare di nuovo)

Preparazione Glassa Colomba Pasquale

Tritate le mandorle con lo zucchero fino ad ottenere una polvere senza grumi

Aggiungete l’albume e montate il tutto

La glassa deve risultare piuttosto cremosa. Se e’ troppo liquida, aggiungete un po’ di zucchero

Farcitura Colomba Pasquale

Usando un coltello con punta rotonda, spalmare con delicatezza, per evitare che la colomba si sgonfi,la glassa su tutta la superficie.

Aggiungete delle mandorle
Cospargete la superficie di zucchero in granella
Coprite il tutto con una spolverata di zucchero a velo
Con le forbici e molto delicatamente fate un’incisione in corrispondenza della testa della colomba e inserite una ciliegia candita nel taglio o una mandorla

Cottura

Cuocete a 160-17g per 40-50 minuti
Durante i primi 20 minuti di cottura aprite la porta del forno per pochi secondi ogni 5 minuti per fare uscire il vapore.
A seconda delle caratteristiche del forno, dopo 20-25 minuti adagiate un foglio di carta stagnola sulla colomba se vedete che sta prendendo troppo colore
Lasciate raffreddare
.....e a presto per il prossimo esperimento

lunedì 3 gennaio 2011

BISCOTTI PER LA COLAZIONE

E' passato Natale, è passato il Capodanno e quindi: BASTA CON I PANETTONI E I TORRONI.
Per il mattino, a colazione, qualche biscotto semplice semplice è l'ideale e allora ecco la ricetta dei biscotti della nonna.
Questi biscotti hanno il pregio di non contenere burro ma solo olio extravergine di oliva e la quantità di zucchero è abbastanza limitata.
In questa ricetta, come lievito, è prevista l'ammoniaca in polvere per dolci che io compro in una torrefazione e non in farmacia dove la fanno pagare dieci volte di più.
L'ammoniaca si conseva bene in un vasetto di vetro con chiusura ermetica.

Ingredienti:
600/700 g farina 00 (secondo la grandezza delle uova)
200 g zucchero semolato
2 uova
100 g olio evo
1 pizzico di sale
15 g amminiaca in polvere per dolci
125 g latte
1/2 stecca di vaniglia (semi)
scorza grattugiata di 1 limone biologico

In planetaria o in una ciotola capiente,versare le uova, lo zucchero, i semi della vaniglia e il pizzico di sale. Far montare molto bene.
Nel frattempo, versare il latte in un tegamino abbastanza capiente, far intiepidire e aggiungere l'ammoniaca. Girare bene con un cucchiaio in modo che l'ammoniaca possa sciogliersi e versare il tutto, a filo, nella montata di uova e zucchero.
Unire poi, sempre a filo, l'olio , la farina a cucchiaiate e poi la scorza del limone grattugiata.
Si otterrà un impasto più morbido della pasta frolla!
Trasferire l'impasto sulla tavola di legno ben infarinata e formare cilindri come se si dovessero fare gli gnocchi. Appiattirli con le mani o con l'aiuto di un mattarello e tagliarli a pezzi lunghi 10 cm.
Trasferire i biscotti sulla teglia bassa foderata con carta forno e cuocerli a 200° per 12' - 14'.
Devono rimanere abbastanza chiari.
Dopo sfornati, farli freddare su una grata metallica.

domenica 2 gennaio 2011

ZENZERO CANDITO


Ogni Natale lo stesso dilemma: panettone con i canditi o senza?
Io comunque preferisco quello classico cioè con i canditi e l'uvetta anche se i canditi non mi fanno impazzire.
Lo zenzero candito, invece, mi piace a tal punto che lo preparo in casa così, quando ho freddo o quando voglio commettere un peccato di gola, ne mangio qualche pezzettino e l'umore va alle stelle.
Se avete qualche buon fornitore vi consiglio di provare....io lo acquisto in un negozio gestito da alcuni ragazzi del Bangladesh e lo trovo sempre fresco e a buon prezzo...molto diverso da quello che si vende nei supermercati.
La ricetta è semplice e la preparazione abbastanza veloce.

Ingredienti:
300 g radice di zenzero
300 g zucchero semolato
6 cucchiai di acqua ( ovvero 1 cucchiaio per ogni 50 g zucchero)

Le radici di zenzero vanno pelate e e tagliate a fettine regolari spesse 4mm.
Versare lo zenzero in una pentola e aggiungere tanta acqua fredda fino a che arriva allo stesso livello.
Portare a bollore l'acqua, abbassare il fuoco e continuare a cuocere per 30'.
Scolare lo zenzero e metterlo in un tegame insieme allo zucchero e ai 6 cucchiai di acqua.
Cuocere a fuoco medio per almeno 25' o fino a quando le fettine sono lievemente traslucide.
Con una pinzetta, prelevare le fettine di zucchero dallo sciroppo e collocarle su una grata metallica ( io ho usato uno setaccio di acciaio) senza sovrapporle.
Far asciugare per qualche ora.
Mettere altro zucchero semolato in un piatto da minestra o in una ciotola e rotolarci le fettine di zenzero.
Disporre di nuovo le fettine sulla gratella e far asciugare ancora 1 ora.
Riporre in un vaso di vetro e conservare in un posto fresco.
Lo sciroppo rimasto va conservato in un vasetto di vetro in frigo e può essere utilizzato per aromatizzare i biscotti, la crema pasticcera o il caffè.

sabato 27 novembre 2010

LIMONI SOTTO SALE

I limoni sotto sale non sono molto usati nella nostra cucina tradizionale ma trovano largo uso in quella francese e sopratutto la magrebina.
Ad Avignone li vendevano ovunque, anche nei mercati rionali di frutta e verdura.
Io li uso, in piccole quantità, insieme all'olio e all'aglio, quando salto in padella gli spinaci perchè durante la cottura rilasciano un fresco sapore che li rende più gustosi.
In questo caso, invece, li ho preparati per poterli usare nella conservazione delle olive in salamoia.
Spesso, dopo qualche mese che le olive sono sotto salamoia, aprendo il vasetto, si nota una patina bianca di muffa se non addirittura una spessa mucillagine che a me fa un po senso.
Se, alla salamoia, si aggiunge anche una fettina di questi limoni, l'inconveniente è eliminato e anche il sapore è migliore.
Se si hanno a disposizione dei bei limoni biologici, lavarli, tagliarli a fettine e disporli nei vasi di vetro spolverando abbondantemente di sale marino non iodato tra una fetta e l'altra.
Dopo qualche ora, aggiungere succo di limone o, semplicemente, acqua.
Riporli in ambiente fresco e buio

Prima di utilizzarli, eliminare la polpa ma utilizzare solo la scorza.
Dopo una settimana si possono già usare ma se si ha un po' più di pazienza, è meglio attendere qualche settimana.

venerdì 19 novembre 2010

STRACCHINO: 1^ PROVA

Vicino casa c'è la tenuta di Sant'Alessio dove sorge la scuola per periti agrari "Giuseppe Garibaldi".
Presso lo spaccio della scuola si può acquistare anche i latte crudo e quindi ho voluto provare a fare lo stracchino seguendo la ricetta che ci ha gentilmente concesso Vittorio del sito vivalafocaccia.com .

Occorrente per ottenere 500 gr di stracchino:

2 l latte crudo fresco o di alta qualità
50 g stracchino
39 g yogurt bianco
100 g panna fresca
1 cucchiaino di caglio liquido
sale qb

Il caglio liquido l'ho acquistato in farmacia e i contenitori ( quelli che vengono usati per la ricotta) me li ha regalati mio salumiere.

Il procedimento è il seguente:

1 - sciogliere lo stracchino con 4 cucchiai di latte
2 - portare il latte a 40° (poichè ho usato un latte crudo non pastorizzato, per maggior sicurezza, l'ho fatto bollire e poi l'ho portato a 40°)
3 - sempre mescolando agggiungere lo stracchino, lo yogurt, la panna e il caglio.
4 - versare il latte in una teglia rettandolare o in una pirofila e avvolgere con una coperta o metterlo in forno riscaldato a 40°
5- -dopo circa 3 ore, controllare se si è formata una cagliata stabile.
6- con un coltello a lama lunga, tagliare la cagliata a pezzi grandi e far riposare 1 ora sempre al caldo.
7 - raccogliere i pezzi di cagliata e metterli in un cestino che si usa normalmente per la ricotta
8 - riporre in frigo e attendere 12 ore in modo che il siero sia quasi del tutto eliminato
9 - salare il formaggio da entrambi i lati
10 - riporre in frigo e far colare ancora per 24 ore.
Lo stracchino è pronto.

venerdì 5 novembre 2010

Incontro tra Oriente e Occidente





In questi giorni si parla molto sui media di quanto cibo viene sprecato ed allora perchè non fare come gli orientali che non gettano via nulla?


Per il pranzo di oggi ho cercato di utilizzare quelle parti delle verdure che a volte si eliminano e alcuni alimenti che da qualche giorno avevo in frigo!!!! Insomma, ho fatto incontrare l'Oriente con l'Occidente... anche rispettando i tempi della cucina orientale che sono veramente brevi.
Una buona occasione per non perdere tanto tempo davanti ai fornelli e per regalare, ai nostri familiari, un pranzo saporito e inconsueto.
PUNTARELLE

Ingredienti:

punte di cicoria catalogna
olio
sale
aceto di vino o di mele
aglio tritato
acciughe dissalate
Iniziare preparando le puntarelle, ovvero, le cime della cicoria catalogna. Questo è un piatto tipico della cucina romanesca.
Le punte vanno private delle foglie che crescono lungo i fusti e poi tagliate a striscioline nel senso della lunghezza.
A questo punto vanno lavate e poi lasciate a bagno in acqua molto fredda e abbondante per un po' di tempo così si arricciano tutte.
Prima di servirle, condirle con olio, sale, aceto e, volendo, aglio tritato e pezzettini di acciuga dissalata.

FOGLIE DI CICORIA CATALOGNA ALLA CINESE
Ingredienti:
Solo la parte bianca della parte inferiore delle foglie di cicoria catalogna
1 pezzetto di cipolla
1/2 spicchio di aglio
1 peperoncino piccante rosso
olio
semi di sesamo tostati
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di aceto
sale q.b.
Per tostare i semi di sesamo si può sia utilizzare il forno che il fornello. Vanno comunque coperti o con pellicola di alluminio o con un coperchio.
Ridurre a striscioline la parte inferiore delle foglie (che erano state messe da parte durante la preparazione precedente) tagliando in senso obbliquo.
In una padella antiaderente ( o nel WOK) mettere l'olio, la cipolla, l'aglio e il peperoncino, tritati e far scaldare bene.
Unire la verdura e far cuocere per 3' a fuoco vivo, rigirando spesso con un cucchiaio o con le bacchette di bambù.
Aggiungere la salsa di soia, l'aceto e un po' di semi di sesamo tostati.
Cuocere ancora 1'. La verdura deve rimanere croccante.
POLLO CON PEPERONI E CIPOLLA CARAMELLATA:
Ingredienti per 2 persone:
1/2 petto di pollo
1 peperone rosso piccolo(o 1/2 se grande)
1/2 cipolla di Tropea o bianca tagliata a fettine sottili
1 pezzetto di cipolla tritata
1/2 spicchio di aglio tritato
3 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati
olio
sale q.b.
farina q.b.
Tagliare il petto di pollo a fettine e poi a striscioline. Tenerlo da parte.
In un padellino mettere un po' di olio e, quando è caldo, aggiungere la cipolla tagliata a fettine sollili. cuocere per 2' a fuoco vivo, aggiungere lo zucchero e i semi di sesamo.
Far caramellizzare per qualche minuto.
Intanto tagliare a striscioline il peperone e infarinare il pollo eliminando l'eccesso di farina.
In una larga padella antiaderente (o nel WOK) mettere un po' di olio e quando è caldo, aggiungere la cipolla e l'aglio tritati.
Far scaldare per 1' e poi aggiungere il pollo, cuocendolo a fuoco vivo e rimestandolo spesso usando le bacchette di bambù.
Quando il pollo non è più rosato ma è leggermente arrosolato, unire il peperone e continuare la cottura per qualche minuto.
Aggiungere la salsa di soia unita all'acqua.
Continuare la cottura per 2' e poi eventualmente regolare di sale, togliere dal fuoco e distribuire nelle ciotole individuali.
Distribuire le cipolle caramellizzate sopra il pollo nelle varie coppette.
Tutte queste preparazioni vanno servite, come già ho detto, in ciotole individuali ma contemporaneamente così ogni commensale può mangiarle secondo l'ordine che preferisce.
Se si ha voglia e tempo, preparare il riso cotto a vapore e servirlo al posto del pane.

Se si elimina il pollo, anche i vegetariani possono gustare queste verdure.

sabato 23 ottobre 2010

PICCOLE MELE COTTE AL MICROONDE

In questi giorni abbiamo raccolto le mele e ovviamente, essendo biologiche e naturali, non sono tutte uguali come quelle che vendono nei negozi e che sembrano finte sia nell'aseptto che nel sapore..
Alcune sono veramente piccole, leggermente acerbe e anche un po' segnate sulla buccia da una passata grandinata estiva.
Per utilizzarle le lascio intere e le cuocio utilizzando il forno a microonde...un oggetto a me quasi sconosciuto.

Ingredienti:

melette
zucchero

Lavare le melette, eliminare i torsoli e adagiarle su un piatto adatto alla cottura a microonde.
Spolverare con zucchero semolato e poggiare il piatto nel forno ma sopra la griglia metallica apposita.
Cuocere per 13' a potenza 700 W con combinazione microonde + grill.
Prima di mangiarle attendere almeno 10'.